Partiamo dal nome: BLOUGE
La parola nasce dall’unione di blanc e rouge, bianco e rosso.
Blanc + Rouge = Blouge.
Il termine viene oggi utilizzato per indicare vini che giocano proprio su questo confine: cercano di combinare la freschezza e la leggerezza associate al bianco con il frutto e la struttura del rosso.
Non esiste però un’unica ricetta del Blouge: il termine è ancora giovane e non identifica una categoria normativa codificata.
Ed è forse proprio questo il bello.
Non è un vino che vuole stare dentro una casella.
Perché se ne parla proprio adesso?
Perché il mondo del vino sta cambiando.
Non necessariamente perché le persone abbiano smesso di amare il vino, ma perché stanno cambiando i momenti, i linguaggi e le occasioni con cui lo bevono.
Accanto ai grandi rossi strutturati continuano a crescere l’interesse per vini più freschi, leggeri, versatili e facili da bere anche lontano dai rituali più tradizionali. Il fenomeno Blouge si inserisce proprio in questo movimento.
Il nome è nuovo.
La voglia di sperimentare, molto meno.
Un vino per chi non ama il vino?
Forse questa è la domanda più interessante. Non ci piace molto l’idea di definire il Blouge come “il vino per i giovani”.
Perché rischieremmo di semplificare troppo una questione molto più interessante. Forse il punto non è creare un vino “per la Gen Z”.
Forse è creare nuovi modi per far entrare le persone nel mondo del vino.
Un vino fresco, fruttato, leggero e poco alcolico può essere un punto di partenza diverso per chi davanti a un rosso importante pensa:
“Il vino rosso non fa per me.”
E magari scopre che esiste un’altra possibilità.
Cinsault Parcelle: il nostro Blouge
È da qui che nasce il nostro interesse per il Cinsault Parcelle.
Un vitigno che il produttore lavora da sempre e che in questa interpretazione viene proposto con un approccio più contemporaneo.
Come racconta Laurent di Domaine de La Dourbie nel video, l’obiettivo era proprio trovare un modo diverso di interpretare il Cinsault e parlare anche a chi si sta avvicinando oggi al vino.
Frutti rossi. Leggerezza. Poco alcol. Piacere.
Un vino da scoprire senza dover prima conoscere tutte le regole.
E quindi: Blouge o rosso?
La risposta è: assaggialo.
Perché forse la cosa più interessante del Blouge non è decidere in quale categoria inserirlo. È proprio il contrario. È scoprire cosa succede quando smettiamo, almeno per un momento, di chiederci:
“È bianco o è rosso?”
e iniziamo a chiederci:
“Mi piace?”
Scopri se il vino Blouge fa per te con Poggiana
Nel nostro lavoro ogni giorno incontriamo produttori, territori, vitigni e vini che ci ricordano una cosa: il mondo del vino non è fermo. E noi vogliamo continuare a raccontarlo anche attraverso le sue nuove parole, le sue nuove esperienze e i nuovi modi di viverlo.
Non ci limitiamo a importare e distribuire ciò che esiste. Cerchiamo ciò che sta cambiando il modo di bere e lo portiamo nel bicchiere.