Settembre è il vero Capodanno dell’Ho.Re.Ca.

5 domande per ripensare la tua carta beverage

La nuova stagione è il momento giusto per fermarsi, analizzare la propria offerta e capire se ogni referenza sta davvero contribuendo al successo del locale. 

Settembre, nel mondo Ho.Re.Ca., non è semplicemente il mese della ripartenza.  È il momento in cui si torna a programmare, si osserva ciò che ha funzionato durante i mesi precedenti e si prendono decisioni sulla stagione che sta iniziando. È quindi anche un buon momento per guardare con occhi nuovi alla propria proposta beverage. Perché una carta efficace non è necessariamente quella con più referenze.  È quella in cui ogni prodotto ha un ruolo preciso, coerente con il locale, con il cliente e con le  occasioni di consumo che si vogliono creare. 

Ecco cinque domande da cui partire. 

1. La tua offerta è ancora in linea con il tuo cliente? 

Il consumatore cambia. Cambiano le abitudini, le occasioni di consumo, l’attenzione verso la qualità  e il modo in cui vengono vissute le esperienze fuori casa. 

Anche il beverage segue questa evoluzione. 

Per questo, prima di aggiungere una nuova referenza, vale la pena chiedersi: 

• Il mio cliente cosa sta cercando oggi? 

• Quali categorie stanno diventando più interessanti per il mio pubblico? 

• La mia proposta rispecchia ancora il posizionamento del locale? 

• Ci sono occasioni di consumo che oggi non sto intercettando? 

Non significa inseguire ogni trend. 

Significa capire quali cambiamenti possono avere davvero senso per il proprio locale.

2. Ogni referenza ha un ruolo? 

Una carta molto ampia può sembrare sinonimo di qualità e scelta. 

Ma più prodotti non significa necessariamente una proposta migliore. 

Una selezione efficace dovrebbe avere un equilibrio: referenze capaci di soddisfare esigenze  diverse, prodotti distintivi, proposte premium, alternative più accessibili e categorie in grado di  creare nuove occasioni di consumo. 

La domanda quindi non dovrebbe essere: 

“Quante referenze abbiamo?” 

Ma: 

“Perché abbiamo scelto proprio queste referenze?” 

Quando ogni prodotto ha una funzione, la carta diventa più leggibile anche per il cliente e più facile  da valorizzare per il personale.

3. Il beverage è coerente con l’identità del locale? 

Un ristorante, un cocktail bar, un’enoteca, un hotel o un locale dedicato all’aperitivo non hanno le  stesse esigenze. 

Eppure spesso la selezione beverage viene costruita partendo semplicemente dai prodotti  disponibili. 

Il punto di partenza dovrebbe essere l’opposto. 

Prima il locale. Poi la selezione. 

Qual è il tuo posizionamento? 

Quale esperienza vuoi offrire? 

Qual è il tuo pubblico? 

Quali sono i tuoi momenti di consumo principali? 

Le risposte a queste domande aiutano a costruire una proposta più coerente, evitando assortimenti  troppo generici o difficili da valorizzare. 

4. Quante occasioni di consumo stai creando? 

Il beverage non vive soltanto durante il pasto. Può diventare protagonista dell’aperitivo, accompagnare una degustazione, creare un momento dopo  cena, arricchire un evento o diventare il punto di partenza per una nuova proposta stagionale. 

Per questo una carta beverage può essere molto più di un elenco di prodotti. Può diventare uno strumento per creare nuove occasioni di consumo.  Pensiamo, per esempio, alla possibilità di valorizzare: 

• un aperitivo attraverso una selezione più distintiva; 

• una cena attraverso abbinamenti mirati; 

• il dopocena attraverso una proposta dedicata; 

• un evento attraverso una selezione costruita ad hoc; 

• una nuova fascia oraria attraverso una proposta beverage specifica. 

La domanda da porsi è semplice: “Sto utilizzando il beverage solo per accompagnare il servizio o anche per creare nuove  opportunità?” 

Horeca carta beverage
carta beverage per horeca

5. Stai scegliendo prodotti o costruendo una proposta?

È probabilmente la domanda più importante. Vino, birra, distillati, acqua, soft drink e aperitivi appartengono a mondi diversi, ma insieme  contribuiscono a costruire l’esperienza beverage del locale. 

Per questo la selezione non dovrebbe essere una semplice somma di prodotti. Dovrebbe essere un sistema. 

Una referenza può servire a differenziare l’offerta. Un’altra può intercettare una fascia di prezzo diversa. Una può diventare il prodotto distintivo del locale. Un’altra ancora può aprire una nuova occasione di consumo. 

Il valore non sta soltanto nel singolo prodotto, ma nel modo in cui i prodotti lavorano insieme.

Da dove ripartire a settembre? 

Non necessariamente da un nuovo listino.  E nemmeno dalla ricerca di decine di nuove referenze. 

Il punto di partenza può essere molto più semplice: fermarsi e guardare la propria proposta con una  domanda diversa.

“Quello che sto offrendo oggi ai miei clienti è davvero ciò di cui il mio locale ha bisogno?”

Se la risposta è sì, avrai una conferma. Se la risposta è no, settembre è probabilmente il momento migliore per intervenire.

Il nostro punto di vista 

In Poggiana F.lli crediamo che parlare di beverage significhi parlare anche di persone, occasioni di  consumo, identità e business.  Per questo la scelta di una referenza non dovrebbe partire soltanto dal prodotto. Dovrebbe partire dal contesto in cui quel prodotto verrà proposto. 

Il locale, il cliente, il momento e l’obiettivo vengono prima. 

Poi arriva il prodotto giusto. Ed è proprio da questo confronto che può nascere una proposta beverage realmente efficace.

Stai ripensando la tua offerta per la nuova stagione?

Parliamone.
Il nostro lavoro parte dall’ascolto delle esigenze del professionista Ho.Re.Ca. e dalla ricerca delle  soluzioni più coerenti con il suo locale. 

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